Offrirsi come Famiglia in più, percorso di orientamento e informazione sull’affido familiare, 4 novembre 2020 – Thiene (VI)

Il Centro per l’Affido e La Solidarietà Familiare (CASF) dell’ULSS 7 DSS 2 AltoVicentino propone un percorso di orientamento e informazione sui temi dell’affido familiare aperto a tutti coloro che desiderano informarsi e accostarsi a questa esperienza.

Se pensi di essere una persona o famiglia aperta all’incontro con l’altro, se senti di avere spazio, tempo e affetto da dare, se pensi che potresti essere ‘una famiglia in più’ per un bambino/a o ragazzo/a, iscriviti al percorso sull’affido.

È il modo per saperne di più e capire se anche tu puoi metterti in gioco.

Date e Luogo
Quattro incontri per aspiranti affidatari a partire da mercoledì 4 novembre 2020 con inizio alle ore 17.30 (in caso di impossibilità a svolgersi in presenza, si svolgerà in videoconferenza secondo modalità che verranno comunicate).

A Thiene presso il Centro Polifunzionale ULSS 7.

È richiesta l’iscrizione. La partecipazione è gratuita.

Scarica il volantino.

Per iscrizioni e Informazioni
Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare (CASF)
ULSS 7 Pedemontana – DSS 2 AltoVicentino
Assistente Sociale ELENA DAL BEN
Psicologa ANTONIA MARIA VENDRAMIN
Tel. 0445.389049 – Email: casf.thiene@aulss7.veneto.it

Leggi ancora

Perchè l’affido
Talvolta la famiglia può trovarsi in una situazione di difficoltà che la porta a non essere in grado di occuparsi dell’educazione e delle necessità materiali e affettive dei propri figli e delle proprie figlie. In alcuni di questi casi i bambini e le bambine, ma anche ragazzi e ragazze, possono trovare in un’altra famiglia (‘una famiglia in più’) ciò che la loro non è temporaneamente in grado di garantire. L’affido ha lo scopo di tutelare i bambini e le bambine e il loro diritto a mantenere i legami con la propria famiglia d’origine offrendo loro, al contempo, un altro contesto familiare che li/le supporti nella loro crescita.

L’affido familiare è un intervento temporaneo di aiuto e sostegno a un bambino in difficoltà e alla sua famiglia d’origine: consiste nell’inserimento del bambino in una nuova famiglia che mette a disposizione le sue risorse (un posto, un tempo, un’attenzione, un calore) per il tempo necessario a risolvere la situazione di provenienza (cfr. L. 04.05.83, n. 184 e la L. 28.03.01, n. 149).

L’affido è definito come intervento a tempo determinato il cui obiettivo primario è il superamento della situazione di crisi nella famiglia del bambino, garantendo una continuità di rapporti con questa affinché il bambino possa farvi rientro.

Tipologie di affido
Alcuni bambini o ragazzi hanno bisogno di una famiglia e di una casa dove vivere giorno e notte (affido residenziale). In altre situazioni occorre un sostegno per alcune ore durante la giornata (affido diurno). L’affido è attivato dai servizi sociali, in alcuni casi con l’accordo della famiglia di origine (affido consensuale), in altri su disposizione dell’autorità giudiziaria (affido giudiziale)

Come si diventa affidatari
Possono diventare affidatari persone singole o coppie, sposate o conviventi, con o senza figli, giovani o anziani, senza vincoli di età.

Rivolgendosi al CASF per un incontro informativo al quale seguirà, in caso di interesse, un percorso formativo di approfondimento, in gruppo, e poi uno di conoscenza della famiglia.

Il percorso formativo. Attraverso modalità interattive e lavori di gruppo, gli operatori del CASF affronteranno i temi dell’affido e in particolare: i riferimenti normativi, i protagonisti dell’affido, i ruoli di ciascuno all’interno di questa esperienza, l’importanza di lavorare con i servizi per la buona riuscita del progetto, i vissuti del minore, della famiglia d’origine e della famiglia affidataria.

Inoltre, la presenza degli ‘esperti per esperienza’, attraverso le loro testimonianze, permetterà ai partecipanti di rendersi consapevoli degli aspetti postivi dell’affido ed insieme delle difficoltà e ostacoli che si possono incontrare durante questo cammino.

Il servizio sociale locale ha il compito di predisporre un progetto individualizzato di affido in cui vengono indicate le finalità, la durata e compiti di tutti gli attori coinvolti.

Per i minori è prevista una copertura assicurativa e alle famiglie affidatarie può essere corrisposto un contributo mensile e il rimborso delle spese per il minore.

Perché diventare affidatari
Siamo tutti parte di una comunità, dove ciascuno è, in modo più o meno consapevole, responsabile della vita degli altri. Questo è tanto più vero nei confronti delle giovani generazioni. I figli non sono “un fatto privato”, ma “un bene comune” e per questo è quanto mai vero il proverbio africano “Per crescere un figlio ci vuole un villaggio”. In questa prospettiva l’affido diventa un modo per contribuire a far crescere la comunità e alimentarne uno sviluppo positivo. Questa esperienza, proprio per la sua valenza comunitaria, è arricchente sia dal punto di vista della crescita personale che familiare e uno stimolo quanto mai significativo per vivere in modo consapevole i valori dell’apertura e dell’accoglienza dell’altro.